Ed ecco finalmente le vacanze di Natale! Grandi abbuffate, film visti sul divano, notti in bianco e Route invernale...

Domenica 3 gennaio ci siamo ritrovati  in stazione per prendere il treno per Trento. Un pochino derisi perché equipaggiati di ciaspole e bastoncini, abbiamo preso l'autobus che ci avrebbe condotti in val di Non, precisamente a Cunevo. Recuperate le chiavi delle malghe abbiamo iniziato alle 11 la nostra salita per raggiungere il rifugio SAT nei pressi di malga D'Arza. Una camminata intervellata da pausa "frutta secca", il pranzo e qualche malessere.

Alle 16 e 30 circa siamo arrivati a quello che si  è rivelato essere un rifugio  cinque stelle: munito di ciabatte di un po' tutte le misure e di una dozzina di letti sul soppalco, le temperature che si raggiungevano con l'accensione della stufa erano, oserei dire, tropicali.

The caldo per tutti e poi una cenetta da leccarsi i baffi con minestrina, bistecchine e un contestato purè insaporito con aglio e peperoncino. 

Almeno sa di qualcosa.

Zeno

Un bel cerchio passato con la caccia all'assassino ambientata nella fiction della rai Grand Hotel per poi cantare in coro gli auguri a Riccardo finalmente diciottenne. Ne segue una notte calda, troppo calda e molto rumorosa.

La mattina dopo aver fatto colazione, la preghiera e pulito il luogo (e rotto la chitarra), siamo partiti con destinazione malga Quetta. Lì abbiamo divorato 50 piadine, un salame, 1kg di carote, 2 kg di mandarini, 1kg di formaggio e 1kg di mortadella. Con la pancia piena abbiamo ripreso il cammino e in mezzoretta siamo giunti a Malga Loverdina. Lì dopo la merenda abbiamo giocato con messaggi cifrati, radioline e prove fisiche.

Ormai entusiasti abbiamo deciso di cantare tutte le canzoni del libretto noncuranti del fatto di essere senza chitarra. Ultimata anche questa impresa era ormai ora di cena. 

Il cerchio è trascorso tranquillamente con la verifica dei servizi e un gioco richiamante i soliti ignoti (dove bisognava ricollegare le caratteristiche al capo/ragazzo del clan). Si è  concluso in bellezza con una avvincente partita di Lupus. Poi siamo andati tutti a ronfare allegramente insieme dentro i sacchi a pelo.

Troppo presto, come al solito, è suonata la sveglia ed abbiamo dovuto rifare gli zaini e iniziare il viaggio di ritorno. Da Campodenno abbiamo preso il bus fino a Mezzolombardo, siamo saliti sul trenino del Trentino dove abbiamo trovato gli amici e i fratelli del noviziato. 

Speravo di rivederlo solo tra un paio d'ore.

Davide

Insieme abbiamo preso l'affollato treno per Verona e ci siamo salutati in stazione.

PS Rue the scorta:

  • Domenica 3 Laura (la pearà e il purè  sono due cose diverse e sulla bottiglia della quechua non c'è scritto lol ma 1,0 L)
  • Lunedì 4 Matteo (nonostante non avessimo acqua da sprecare decide di lavare la sua gavetta... per poi scoprire che in realtà era quella di Rigo)
  • Martedì 5 Matteo (vincitore del premio rua de scorta del campo per manifesta superiorità).
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